Il fenomeno dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia presenta diverse sfaccettature, è complesso e composito; si caratterizza per verificarsi prevalentemente all’interno delle famiglie e per restare spesso inespresso e invisibile, cronicizzando e amplificando i danni sul piano fisico e psicologico per le piccole vittime.
Definizione di abuso e maltrattamento secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità.
“Per abuso all’infanzia e maltrattamento debbono intendersi tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro che comportino un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere” (OMS, 2002- WHO, World Report on Violence and Health, 2002).
Il reato di maltrattamenti in famiglia è una forma di violenza domestica che consiste nell’abusare fisicamente o psicologicamente di un membro della propria famiglia, compreso il coniuge o il convivente.
Il maltrattamento può concretizzarsi in una condotta attiva (percosse, lesioni, atti sessuali, ipercura) o in una condotta omissiva (incuria, trascuratezza, abbandono).
Qualsiasi forma di violenza, ma in particolare quella sessuale, costituisce sempre un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità in formazione di un bambino, provocando gravi conseguenze a breve, medio e lungo termine sul processo di crescita.
Il trauma, se non rilevato, diagnosticato e curato, può produrre disturbi psicopatologici o di devianza nell’età adulta.
I danni risultano maggiori quanto più i maltrattamenti restano nascosti o ripetuti nel tempo.
Il reato di maltrattamenti in famiglia è procedibile d’ufficio: questo significa che chiunque ne sia a conoscenza può denunciare l’accaduto recandosi in Questura o presso la stazione dei Carabinieri.
IMPORTANTE: IL MINORE DI ANNI 18 CHE ASSISTE AI MALTRATTAMENTI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO SI CONSIDERA PERSONA OFFESA DAL REATO.
Questo significa che, anche il minore che non subisca direttamente le offese o i soprusi può ritenersi vittima “indiretta” del reato (Violenza assistita). Infatti è integrato il reato anche se la condotta violenta sia tenuta solo nei confronti della madre.
Come tutelarsi
Rivolgersi immediatamente ad un adulto di riferimento per denunciare i maltrattamenti subiti: un familiare, un educatore, un vicino di casa, etc, oppure chiamare immediatamente le forze dell’ordine (112) soprattutto in caso di fragranza.
Contenuto scritto da: Avv. MARIELLA CORSILLI
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